Il cane non “obbedisce”: ecco dove sbagli

Indice

Se ti senti frustrato perché non ottieni ciò che vuoi dal tuo cane, forse devi fermarti un istante e chiederti: cosa mi sta comunicando il mio cane? 

L’approccio che si rivolge spesso al cane è quello di “pretendere” da lui “obbedienza” in qualsiasi situazione e a qualunque età. Dove obbedienza si intende in qualsiasi situazione chiedere al cane “un seduto, fermo, tirarlo via o costringerlo a stare in una situazione, non lasciarlo mai libero dal guinzaglio o strattonarlo”.

Questo approccio ti può dare un’apparente tranquillità, ma non va a costruire un rapporto con l’animale, cioè una relazione di fiducia e di collaborazione.

A livello emotivo, il cane vivrebbe l’obbedienza come una costrizione, un dover sottostare a delle regole quando a livello emotivo non è pronto o prova emozioni di disagio.  

E’ indiscusso che viviamo in una società in cui sono necessarie regole per il rispetto di tutti e così  “l’obbedienza” considerata come segnali efficaci e funzionali per il cane, può essere insegnata all’interno di un rapporto equilibrato, in cui c’è soddisfazione dei bisogni del cane e si considerano le sue emozioni. Ad esempio facendo sì che il cane sperimenti gradatamente ambienti urbani, impari l’autocontrollo e la calma. In questo modo saprà come comportarsi e tu rimarrai tranquilla..

L’obbedienza: prima viene l’ascolto

 Accogliere un cane di qualsiasi età è un grande impegno: quante volte hai sentito questa frase? Cosa vuol dire? 

Dal mio punto di vista significa che oltre all’impegno economico, è necessario del tempo da dedicargli tutti i giorni, imparare chi è, di cosa ha bisogno, mettersi nei suoi panni. 

Ecco come si guadagna l’obbedienza, non ci sono trucchi o scorciatoie.

Passa tutto dall’ascolto di chi è il cane e dell’individuo che hai accolto. 

Ne parlavo giusto ieri con i colleghi educatori cinofili ed esperti nel comportamento, con cui partecipo in canile al Progetto da 4 a 6 zampe. Un progetto all’interno del quale ci sono cani il cui obiettivo è aumentare l’indice di adottabilità.

Se oggi, dopo 6 anni di canile, i cani che partecipano al progetto hanno acquisito competenze sociali, sanno autocontrollarsi di fronte agli stimoli, sono mediamente soddisfatti nelle loro motivazioni di razza e hanno un livello di stress medio, è grazie all’educazione che viene data loro ogni giorno e grazie alla coordinazione di  più professionisti e volontari.

Tutti lavorano per garantire al cane un benessere psicofisico, per quanto lo permetta la vita di canile. 

Con questo ti voglio dire che il primo passo che puoi fare è quello di informarti su chi è l’individuo che hai accolto o meglio, ancora prima di adottare, andare a conoscere i cani, passare del tempo con loro.

Oggi sul territorio italiano ci sono diverse figure professionali, che ti possono accompagnare in questo viaggio. 

Costruire un rapporto per comprendersi a vicenda

Se poco sopra ho scritto che non ci sono trucchi affinché il cane ci possa “ubbidire” in realtà considero la relazione con lui un potente mezzo da usare per fargli delle richieste e per collaborare insieme! 

Cosa vuol dire? 

Ti faccio un esempio pratico mettendo a confronto l’applicare la sola obbedienza con la relazione. 

Immagina la situazione in cui il cane è agitato ed esuberante quando entrano persone in casa. Nel primo caso: quando arriva la persona passi il tempo a dire al tuo cane di stare giù, seduto o basta, sentendoti anche poco efficace. Nel secondo caso: il cane avrà appreso che al suono del citofono potrà avvisare che arriva una persona, poi saprà di aspettare dietro di te che entri e salutare stando sulle 4 zampe o portando un suo giocattolo come accoglienza alla persona o ancora se ha difficoltà a stare con le persone, potrà andare nella cuccia, messa in un’altra stanza.   

Queste due modalità permettono di raggiungere lo stesso obiettivo, ma nel secondo caso ho insegnato al cane oltre a dei comportamenti da tenere, anche una tranquillità e sicurezza emotiva.

L’errore che vedo sempre quando sono chiamata nelle famiglie è un’incomprensione nella comunicazione e un’interpretazione sbagliata dei segnali che manda il cane. 

Nel suo linguaggio manda continuamente segnali e sta a te a farne una corretta lettura e agire di conseguenza. 

Ti posso suggerire di essere curiosa nei confronti del cane, di domandarti cosa ti vuole dire e pensare da cane non da umano. 

Divertiti con lui insegnandogli giochi, competenze, autonomie, tenendo conto della sua età e dell’esperienza che ha. 

il cane non obbedisce ecco dove sbagli

Ti è piaciuto? Condividi!

Ti accompagno in tutte le fasi di crescita e dell’educazione cucciolo e del tuo cane, attraverso percorsi personalizzati.

Chi sono

I miei servizi

Un cucciolo in famigliaL'arrivo del cuccioloConsulenza a domicilioConsulenza online

Dal blog